Casa dolce casa

Ho cambiato casa dopo un periodo vissuto in una topaia per la quale pagavo uno sproposito d’affitto. Ok che era vicina ai servizi di trasporto pubblico e alle mete principali della città, ma sembrava di vivere in un incubo.
Era piena di perdite nelle tubature dell’acqua, era piccola e piena di muffa. Sembrava una casa dell’orrore, non sto scherzando: la mia ragazza ce l’ho fatta entrare due volte in tutto questo tempo, e stiamo insieme da 2 anni.
Inizialmente pensava fossi io che le volevo nascondere qualcosa, poi quando ha visto dove vivevo ha capito cosa volevo nasconderle.

La casetta dove mi sono trasferito è in un quartiere un po’ più periferico, ma comunque collegato molto bene al centro città. C’è una linea della metro proprio sotto casa mia, mi permette di uscire di casa al mattino con molta calma e tranquillità e il bar gluten free che ho sotto casa è un altro punto a vantaggio di questa zona.

La casa è dotata di una magnifica stufa a pellet che è la mia salvezza: ci sono -5 gradi quando fa caldo, quindi avere a disposizione un marchingegno in grado di emettere così tanto calore per me è il top.
Addirittura la posso programmare per partire un’ora prima del mio rientro a casa, in modo da trovarla sempre calda e accogliente. Roba di super lusso! Nella vecchia casa c’erano i riscaldamenti a muro, ma di 4 ne funzionava uno solo.
Comprai una stufetta di quelle piccoline che era assolutamente inutile, ancora non so come ho fatto a sopravvivere per due mesi là dentro.

A dire il vero, non so neanche come abbia fatto a sopravvivere, posso dire di essere vivo per miracolo, perché contando la qualità dell’abitazione e la sua pulizia, probabilmente l’ebola è la cosa più innocua che avrei potuto prendermi.

Countdown alle vacanze

Manca una settimana alle mie vacanze, che aspetto come la manna dal cielo. Non sopporto più il mio capo a lavoro, una persona arrogante e terribile, che non c’è mai in ufficio ma che quando arriva inizia subito a fare la voce grossa dicendo a me e ai miei colleghi che siamo degli incompetenti. E’ mobbing bello e buono! Ho deciso di provare a trascorrere una settimana immersa nella pace di Bolsena e del suo lago, in compagnia della mia famiglia, se non cambia il mio stato psicologico o mi licenzio, o lo denuncio.

Comunque, questo post voleva essere una specie di resoconto di quello che devo fare in questa settimana prima di partire. Intanto sto dando un’occhiata alle attività da fare assieme alla mia famiglia, abbiamo prenotato un agriturismo Bolsena isolato, molto silenzioso e a giudicare dalle foto e dalle recensioni di TripAdvisor anche molto accogliente, pulito e piacevole.

La cosa che non voglio farmi assolutamente mancare durante la permanenza sulle rive del lago è il pesce: non vedo l’ora di sedermi al tavolo di un ristorante affacciato sul lago e abbuffarmi, come se non ci fosse un domani, di coregoni e trote. La sbroscia è al posto numero uno tra le cose che voglio assolutamente mangiare, costi quel che costi.

Devo cercare anche qualche attività che possa piacere ai miei figli, che sono purtroppo troppo piccoli, ancora, per apprezzare le meraviglie architettoniche della Tuscia. Ho una laurea in beni culturali, purtroppo – o per fortuna – questa deformazione professionale abbraccia tutto nella mia vita, e Bolsena è una delle città più affascinanti che abbia mai visitato. Ci sono stata qualche anno fa, quando lavoravo come guida turistica, e ci ho lasciato un pezzo del mio cuore. Il countdown per fortuna è iniziato, fra una settimana potrò di nuovo guardare il bellissimo lago e assaporarne i dolci sapori.