Casa dolce casa

Gennaio 11, 2016

Ho cambiato casa dopo un periodo vissuto in una topaia per la quale pagavo uno sproposito d’affitto. Ok che era vicina ai servizi di trasporto pubblico e alle mete principali della città, ma sembrava di vivere in un incubo.
Era piena di perdite nelle tubature dell’acqua, era piccola e piena di muffa. Sembrava una casa dell’orrore, non sto scherzando: la mia ragazza ce l’ho fatta entrare due volte in tutto questo tempo, e stiamo insieme da 2 anni.
Inizialmente pensava fossi io che le volevo nascondere qualcosa, poi quando ha visto dove vivevo ha capito cosa volevo nasconderle.

La casetta dove mi sono trasferito è in un quartiere un po’ più periferico, ma comunque collegato molto bene al centro città. C’è una linea della metro proprio sotto casa mia, mi permette di uscire di casa al mattino con molta calma e tranquillità e il bar gluten free che ho sotto casa è un altro punto a vantaggio di questa zona.

La casa è dotata di una magnifica stufa a pellet che è la mia salvezza: ci sono -5 gradi quando fa caldo, quindi avere a disposizione un marchingegno in grado di emettere così tanto calore per me è il top.
Addirittura la posso programmare per partire un’ora prima del mio rientro a casa, in modo da trovarla sempre calda e accogliente. Roba di super lusso! Nella vecchia casa c’erano i riscaldamenti a muro, ma di 4 ne funzionava uno solo.
Comprai una stufetta di quelle piccoline che era assolutamente inutile, ancora non so come ho fatto a sopravvivere per due mesi là dentro.

A dire il vero, non so neanche come abbia fatto a sopravvivere, posso dire di essere vivo per miracolo, perché contando la qualità dell’abitazione e la sua pulizia, probabilmente l’ebola è la cosa più innocua che avrei potuto prendermi.

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